Intervista di Kristen per New York Times Style Magazine (nostra traduzione) 

È difficile non essere ammaliati dalla casa di Kristen Stewart a Los Feliz, e ancora più difficile da credere che appartenga a una star del cinema piuttosto che ad una ragazza che va al college.La sua casa con 4 stanze da letto a Los Angeles: ha un segno di stop su un muro , tre lettere di metallo A, S e S su un altro muro, un action figure di Batman, un Pez dispenser a tema Winnie The Pooh, un flipper di playboy.

Al centro della stanza una grande libreria piena di libri riguardo la moda, un paio di Chanel, per cui posa, monografie con i lavori di Basquiat, Eggleston e Mapplethorpe; libri di cucina,di viaggi e sui Beatles; e novelle di Dostoyevsky,Hesse e Kafka. Un paio di mensole sono devote e Jack Kerouac, il cui personaggio di Marylous è stato interpretato da lei nell’adattamento cinematografico “On the Road”
I capitoli più famosi della carriera della Stewart sono nascosti agli angoli.

I quattro volumi della “Twilight Saga” – il bestseller sui vampiri diventato un blockbuster che ebbe inizio nel 2008, rese la Stewart una della attrici più popolari sul pianeta – seduta vicino il pavimento di terracotta,oscurato da alcuni giocattoli vintage. Lo scudo indossato in “Snow White and the Huntsman”,un film che uscí nel 2012, qualche mese prima di “Breaking Dawn – Parte 2” il quinto e ultimo capitolo della “Twilight Saga” si trova sullo scaffale più in alto.
L’anno in cui la Stewart compii 22 anni avrebbe dovuto essere trionfante.

“Breaking Dawn” & “Snow White” entrambi sbancarono i Box Office e la Stewart diventò,secondo Forbes, l’attrice più pagata di Hollywood.

Comprò 2 case (l’altra sulla spiagga a Topanga) e portò a casa il suo terzo cane Cole,trovato da un suo amico durante una partita di Disc Golf. Diventò inoltre il volto di Florabotanica, una fraganza di Balenciaga.
Adesso ventiseienne, la Stewart è seduta sul suo divano vestita per lo Skate Park con un paio di Jeans blu stretti, una larga t-shirt bianca e un cappello nero,indossato al contrario.

Cole(insieme a Bear e Bernie) dormono ai suoi piedi.

Si accende una sigaretta.

Tutto riguardo lei – quel facile contatto visivo,la sua risata e la voglia di discutere del passato,è una totale distanza dal viso che mostrava un paio di anni fa.

La Stewart è stata una attrice sin dall’età di 9 anni,durante tutta la sua adolescenza fino ai suli primi vent’anni ha lottato con “problemi di ansia”.

Ma l’attenzione che arriva con la fama

“Non è più qualcosa di negativo o qualcosa di cui aver paura” dice la Stewart.

“Lo penso proprio perchè ho attraversato delle intemperie. Non ti rendono più forte – ti rendono umana”
“Non sono la tipica ‘Showman'” aggiunge ranicchiando i piedi sotto le gambe e accendendosi un altra sigaretta.

“Ma allo stesso tempo voglio esporre me stessa. Voglio essere capita e voglio essere vista,nel modo più puro,crudo e nudo che posso”
Se questo impulso non era cosí chiaro durante l’era di Twiligh era solo perchè, ci racconta :

“La gente voleva cosí tanto che io e Rob stessimo insieme che la nostra relazione diventò un prodotto.

Non era più vita vera. E questo mi faceva schifo. Non è che voglio nascondere chi sono o nascondere cosa faccio nella mia vita. È solo che non voglio diventare parte di una storia di intrattenimento”
Per i passati 3 anni la Stewart è uscita con una produttrice di effetti-speciali chiamata Alicia Cargile.

Scorre tra le foto di loro due sul suo instagram privato “guarda quanto è carina” dice la Stewart ad un certo punto.

“La amo cosí tanto” (altri commenti affettivi sono impossibili da riportare. La Stewart impreca come uno scaricatore di porto.)

Solo recentemente ha discusso della sua vita romantica.

“Non avrei mai parlato di nessuna delle mie relazioni prima, ma una volta che ho cominciato ad uscire con le ragazze,sembrava una buona opportunità per rappresentare qualcosa di positivo.”

“Voglio ancora proteggere la mia vita privata,ma non voglio che sembri che ne sto proteggendo l’idea,perciò sembra che devo qualcosa alla gente”
La Stewart sta ancora decidendo quanto rivelare e a chi, una sfida per chiunque venga sottoposto sempre a scrutini, ma particolarmente per un attore che dipende dalla connessione con i personaggi e l’audience.

“Come ti senti a non essere rubato..” Chiede la Stewart ” e al tempo stesso non devi fare cosí tanto la guardia da privarti delle bontà della vita?”

La sua ricerca di risposte ha portato a molte notte insonni,che sono state una lezione.

“Ero cosí magra, sembravo pazza ma stavo bene. Adesso ho fiducia nel mio corpo per andare avanti,oh e questo mi ha reso un attrice migliore”

Un interprete sempre più avvincente e ricca di sfumature, la Stewart descrive il processo in modi diversi come “seguire il corso”,”entrare in un modo magico” e “trovare un portale”. Per lei è un “esplorativa,meditativa, e toccante bellissima esperienza che ci unisce tutti.”

Sin dall’inizio si è giostrata tra i maggiori studi cinematografici e il lavoro con i più abili registi.

(In questi giorni sta preferendo questi ultimi : “Cafe Society” di Woody Allen, “Equals” di Drake Doremus, “Billy Lynn” di Ang Lee & “Certain Women” di Kelly Reichardts.)

Quello che è nuovo è la sua volontà di rappresentare personaggi che forse in passato avrebbero potuto sopraffarla.

Nel nuovo thriller psicologico “Personal Shopper” si riunisce con il regista Olivier Assayas per intepretare una donna in lutto per la morte di suo fratello gemello. (Per la sua performance come assistente di una celebrità nell’ultimo film di Assayas, “Sils Maria”, è diventata la prima attrice Americana a vincere un César Award, un Oscar francese.)Il suo personaggio è,racconta la Stewart “il più isolato e solo che ho mai interpretato,qualcuno che è dominato dalla ferocia e dalla paura.”
Durante la produzione la Stewart lavorava 18 ore al giorno, 6 giorni a settimana, e quando non girava promuoveva la sua collaborazione con Chanel.

“Da persona giovane quale sono,avrei dovuto stancarmi: “sono stanca, non mi sento bene,sono malata. Invece ho cercato di stancarmi ancora di più,solo per vedere se c’era un punto di rottura, e non c’era.”
Ieri, mi racconta, mentre visitava suo padre per la festa del papà si è imbattuta in una foto di loro due alla premiere per “Panic Room”,il suo primo grande film,in qui recitava la parte della figlia di Jodie Foster.

A soli undici anni, era vestita sul red carpet in un abito nero che aveva scelto da sola. Era cosí nervosa che il fotografo le chiese di stare calma.”Quello che non capisci” gli disse “è che non riesco davvero ad aprire la mia mano” alzò il pugno mostrando le nocche bianche per dimostrarlo.
La Stewart ha sempre avuto quello che lei definisce un “alto funzionamento delle ghiandole surrenali”, solo adesso sembra aver trovato un modo per incalanare la sua ansia in modo produttivo,per godersi il processo della recitazione piuttosto che sopportare queste trappole.

Quando mi coglie a guardare un diario di pelle sul tavolo da caffè,lo apre per rivelarmi i poemi che ha scritto durante gli anni.Se è felice che un tema sia ben riuscito,allora lo trascrive sul diario.
“Vieni” mi dice, portandomi di sopra al garage.Il disordine lo rende come la stanza più intima della casa. Una tela dipinta tutta di nero è appoggiata ad una parete.Al centro c’è un uomo che riposa, a metà strada tra il sonno e la coscienza, circondato dall’oscurità.

Prima che io possa reagire ,mi dice “Si,ecco ,non sono cosí brava. Però è bello applicarsi e dipingere qualcosa”

La Stewart sta realizzando un corto,ispirato da uno dei suoi poemi.
“È praticamente riguardo quel preciso momento in cui ti svegli,ti vesti e realizzi”- parla in prima persona – “che non sono più triste,non sono più saturata. Sono stata riportata alla vita reale di qualsiasi altra persona e adesso posso vivere di nuovo.”

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